tu che sei scuro e sorridi.

Questa volta non abbiamo fatto neanche una foto insieme. Neanche una da poter mettere su e ripensare al momento in cui è stata scattata. Neanche una da aggiungere al centinaio di foto insieme che abbiamo.

Bah.
Guardavo la casa e pensavo al futuro, alla settimana scorsa a tre anni fa e mi sonofatta un sacco di viaggi.
Mi sono vista felice e soddisfatta proseguire la strada che ho imboccato, mi sono vista l'anno prossimo venire a trovarti e tra dieci anni tornare a trovarti di nuovo, quando ormai il fatto che tu sia tornato indietro sarà già abitudine e si riderà del periodo lontano di quando eri altrove, e avrai bambini biondissimi che ti scorrazzeranno intorno e ti chiameranno papà e ogni tanto ti domanderai anche *ma non era che i geni scuri erano più forti di quelli chiari?* ma chiuderai gli occhi e farai finta di non vedere un po' come Jim Carrey in Io me e Irene che gli nascono i bambini negretti e lui non se ne accorge. Cornuto.
E magari nel profondo ti sarai accorto che si raccoglie ciò che si è seminato e che le parole poche volte arrivano da qualche parte se prima o poi non sono accompagnate dai fatti,
ho voglia di toglierti dalla mia testa, di non trovarti in giro per i miei pensieri alle quattro del pomeriggio quando tu proprio non c'entri niente,
ho voglia di assorbire oppure di essere impermeabile, ma non di essere umidiccia perchè poi mi fanno male le ossa.

Ho voglia di fare un sito.


mafaldina, alle 22:48:25 del 29/7/2004 * scrivimi


di case, di Roma, e di gioia.

Era talmente tanto tempo che non scrivevo qui che pure il cookie del newspro si sentiva solo e se n'è andato.
Che dire, che fare, ho scoperto la droga del livejournal [sì sono ritardataria nonchè ritardata, lo so] e ho lasciato da parte questo posto qui. Motivazioni: semplicissima, mafaldinapuntocom alla fine è un puro blog ma a me non piace che lo sia e quindi nego l'evidenza e vado a scrivere i fatti miei dove è ovvio che sia un blog, anzi, un livejournal che è molto meglio, e mafaldinapuntocom resta qui ad aspettare che la sua padrona decida che farne. Certo che scrivere qui è un po' come tornare a casa dopo tanto tempo. Pensavi non ti mancasse invece appena ci sei dentro ti accorgi di quanto è bella quella sensazione che ti fa provare solo quel posto che è veramente Casa.
già, casa.
Da oggi ho una casa mia.
Cioè, mia mia, che sarà la mia casa principale, dove ci saranno tutte le mie cose, e non solo una parte come quando ero in australia o in collegio o quando ho deciso che la mia casa principale era champoluc, che avevo ancora tutte le cose in camera mia a milano, e soprattutto avevo la mia camera a milano. Adesso la mia camera gialla sta per essere smantellata un po' alla volta e tutte le mie cose stanno emigrando pian piano negli scatoloni, pronte a essere trasferite nei loro nuovi posti, e io questa stanza la saluterò per sempre, e non per sei mesi o tre anni come le altre volte,
mia sorella la colonizzerà
e l'amerà quasi quanto l'ho amata io, e la vivrà, e ci piangerà e riderà e si farà le sue belle canne di nascosto e ci porterà i fidanzati quado la mamma e il papà non ci sono, e scriverà la smemo e tutte queste cose qui. Un po' la invidio, io lo rifarei.
Però, però però ora sono diventata grande e vado nella mia casa, dove i padroni saremo noi due, e non mamma e papà, e dove si inizierà qualcosa
di
grande
ffffffffffffffffffffffffffiù, che parole.
ma è vero.

baideuei, sto cercando di evitarmi i pensieri nostalgici sul passato e quelli terrorizzati sul futuro per concentrarmi su quelli positivi e ottimistici del presente, stasera inaugureremo la casa che ancora non ha mobili, nè acqua nè corrente con due pizze e un sacco a pelo per terra e sarà un sacco bello.

Voglio dire con quel sacco a pelo ci ho dormito su treni, panchine e aeroporti, dormirci in casa mia sarà ancora meglio, no?

E poi. Poi non c'entra niente, ma sono tornata da Roma e mi manca un sacco. Che Roma io l'ho sempre amata, che ce l'ho per metà nel sangue, sebbene io mi ostini a dire di essere milanese (anzi no, non è che mi ostino a dirlo, io son proprio milanese. ma roma...)
e questa settimana l'ho amata ancora di più.
L'ho amata nonostante i ramarri e le gare di cavallo, nonostante ti abbia visto poco, nonostante il caldo e l'umidiccio che si attaccava alla pelle.
L'ho amata perchè c'era la spiaggia con le fiaccole e ci si sedeva per terra con una birra, e perchè c'era una bambina spudoratissima che vendeva le rose che faceva domande sfacciate e innocenti, e perchè anche in quel poco che ci siamo visti tutte le volte che i nostri occhi si incontravano ci esploravamo dentro ed è sempre un gran sorriso,
ma soprattutto l'ho amata per le persone nuove che ho conosciuto e anche per quelle che non ho conosciuto ma a cui ho solo detto ciao
perchè a Roma ti dicono un ciao che è molto più allegro, è un ciao che ride dentro e ti fa star bene,
e perchè ogni volta che conosco qualcuno che è esattamente come dico io sono contenta perchè il mio mondo diventa sempre più grande più bello e popoloso. E siamo tutti in una grande festa.
E quindi grazie Cacco, che insieme diventeremo una multinazionale di quelle buone (sto iniziando a delirare) faremo un sacco di soldi e vissero tutti felici e contenti. [a piazza navona o sulla spiaggia con le fiaccole la musica e un sacchissimo di gente]


mafaldina, alle 16:58:14 del 27/7/2004 * scrivimi


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